12 000 brani nel caos, file con nomi di ogni tipo, copertine mancanti. Ecco come ho rimesso tutto in ordine in una sessione — il metodo reale, non la teoria.
Il punto di partenza
Lo dico francamente: la mia biblioteca era un disastro. 12 000 brani su un iPod Classic, accumulati in vent'anni — CD estratti, acquisti iTunes, file scaricati, bootleg, tracce senza nome, copertine mancanti, tutto mescolato senza logica. Metà appariva come 'Artista sconosciuto', l'altra metà aveva nomi di file assurdi. iTunes non riusciva più a ordinare. L'iPod era diventato inusabile.
Non sono sviluppatore di formazione — falegname di mestiere. Ma a forza di armeggiare, ho finito per costruirmi un metodo, e lo strumento che va con esso. Ecco come ho proceduto.
Passo 1: fare il bilancio
Prima di taggare, bisogna sapere dove si sta. Ho ordinato la mia biblioteca per nome file per individuare i gruppi:
- File ben nominati (
Artista - Titolo.mp3) — circa il 40%. Per quelli, l'identificazione automatica funziona quasi sempre. - File con nomi a caso (
track01.mp3,01 - traccia.mp3, titoli troncati) — circa il 30%. Per quelli, bisogna contare sulla durata per identificare. - File con tag esistenti ma falsi o mal codificati — circa il 20%. Da ritaggare puliti.
- File introvabili (bootleg, indie non rilasciati) — circa il 10%. Da taggare a mano.
Passo 2: identificazione in batch
Il principio: non andare file per file. Si punta alla cartella, lo strumento legge ogni file, invia nome + durata all'API di Deezer (MusicBrainz come fallback) e recupera i candidati. Per il 40% dei file ben nominati, è automatico. Per il 30% mal nominati, lo strumento suggerisce candidati che si validano con un clic.
QuickTagMP3 fa questo in parallelo: mentre validi una traccia, lo strumento identifica le successive. In una sessione di due ore, ho identificato 9 000 dei 12 000 brani.
Passo 3: i casi ambigui
È qui che si perde tempo se non si sta attenti. Una traccia può avere diverse versioni: studio, live, radio edit, remix, sped up. Il nome solo non basta — è la durata che decide. Se il file è 3:45 e il candidato 'studio' è 3:42, è probabilmente la versione studio. Se il file è 6:12 e il candidato live è 6:08, è il live.
Lo strumento incrocia titolo + durata automaticamente, ma per i casi davvero ambigui meglio validare a mano. Ho passato 30 minuti su quelli che chiamavo i miei 'casi scocciatori' — live mal nominati, remix senza menzione. È il prezzo della precisione.
Passo 4: gli introvabili
Il 10% della mia biblioteca non era in nessun database: bootleg di concerti, tracce indie non distribuite, registrazioni personali. Per quelli, niente identificazione automatica. Ho taggato a mano — titolo, artista, copertina trascinata. È lento ma è onesto: un file mal identificato vale meno di uno taggato a mano.
Passo 5: scrivere i tag
Una volta identificati tutti i 12 000 brani, la scrittura si fa in un solo passaggio. Lo strumento scrive i tag ID3v2.3 (TIT2, TPE1, TALB, TYER, TCON) + il frame APIC (copertina HD) direttamente su disco, in UTF-8. Rimuove i vecchi tag ID3v1 e TAG+ per evitare mojibake. È il passo più veloce — in batch, scorre da solo.
Passo 6: il sync con l'iPod
Una volta taggati i file, la sincronizzazione con l'iPod Classic avviene via iTunes. Con tag ID3v2.3 puliti e copertine APIC, l'iPod finalmente mostra le cover, ordina per artista correttamente e non mostra un solo 'Artista sconosciuto'.
Il bilancio
In una sessione di 3-4 ore, 12 000 brani sono passati dal caos a una biblioteca pulita. Quello che avevo evitato per anni si è fatto in un pomeriggio. È proprio per questo che ho costruito lo strumento — perché il metodo manuale, a questa scala, non è praticabile. E non sono il solo in questa situazione.
La lezione
Non cominciare a taggare file per file. Comincia con l'identificazione in batch, tratta i casi ambigui a parte e riserva il metodo manuale per gli introvabili. È l'unico modo di gestire una grande biblioteca senza arrendersi a metà strada.


